I miei studi e il mio lavoro

 

Nel 1982 sono arrivata a Pavia. Considerate che fino a 20 anni fa, per noi meridionali era difficile trovare un appartamento a Pavia. Si diceva che i meridionali non pagassero gli affitti. In 7 anni ho cambiato 15 appartamenti, non perchè non pagassi l'affitto, ma a volte il proprietario decideva di vendere i locali e spesso dovevo accontentarmi di camere in sub affitto a delle condizioni inadatte per studiare tranquillamente, per cui ero sempre in cerca di una situazione migliore. Ho speso più tempo a cercare alloggio che per studiare. Per questo mi viene un po' rabbia quando sento gente che dice:" che brava quella lì che ha fatto tutti i suoi esami in 4 anni." Forse io avrei fatto lo stesso se avessi avuto un po' più di tranquillità. Che rabbia poi quando sento dire "ma anche l'altra persona ha avuto tanti problemi, eppure è riuscita lo stesso a fare tutto in poco tempo". Io però credo che le persone non sono tutte uguali, ognuno di noi ha il proprio modo di affrontare la vita.
Quando poi mio marito mi dice che lui studiava sull'amaca in giardino a casa dei suoi genitori e spesso viaggiava per visitare musei e mostre (es.: 1990 Cezanne -Saint Victoire - al Musée Grandet di Aix-en-Provence) allora mi agito ancora di più.

Ho deciso di iscrivermi a Lingue, perchè era l'unica materia a scuola in cui me la cavavo un po'. E' stato faticoso, specialmente gli esami di Francese, ma, grazie alla mia perseveranza sono riuscita a fare tutti gli esami.

Ho impiegato un po' più di 4 anni per finire gli studi, ma ce l'ho fatta!
Anche per entrare nella scuola è stato difficile ed ora che ci sono dentro è ancora difficile e scoraggiante. Sono nella scuola pubblica da 15 anni e ho cambiato scuola tutti gli anni. Cambiando scuola ho cambiato colleghe, DS, alunni, genitori e parenti degli alunni, bidelli, segreterie e registri. Di tutti questi cambiamenti quello che mi pesa di più è cambiare alunni. In genere lavoro molto bene nelle classi prime, perchè per loro non sono l'unica insegnante nuova. Nelle seconde lavoro abbastanza bene, ma i primi due mesi devo dedicarli a creare un rapporto con loro, farmi accettare e far capire qual'è il mio modo di lavorare. Inoltre, non sono fisionomista; alla fine dell'anno confondo ancora qualche faccia. Nelle terze trovo più difficoltà, forse perchè sono alla fine del percorso ed è ormai tardi per abituarli al mio metodo di insegnamento.


Quello che mi fa soffrire di più è cambiare colleghi. E' molto importante lavorare in collaborazione con le persone che fanno il tuo mestiere. Ho avuto modo di costatare  che le scuole migliori sono quelle dove c'è un'aula professori accogliente. E per essere accogliente è indispensabile che ci sia un grande tavolo con tante sedie per permettere a tutti i docenti di sedersi. Ho spesso notato che quando i professori sono seduti comodi sono più disposti a parlare delle loro esperienze nelle classi. Ci si scambia opinioni, si danno suggerimenti, si discutono situazioni secondo più punti di vista, così la situazione dei nostri ragazzi diventa più chiara. Se sentiamo che quell'alunno si comporta male anche con la collega di lettere, allora ci rendiamo conto che il ragazzo non ci risponde male in classe perchè ce l'ha con noi e ci sentiamo molto più sollevati. Questo confronto è vitale nel nostro mestiere per star bene in classe. E' vero che ci sono i consigli di classe, ma in quel contesto si è in tanti e non sempre c'è tempo per ascoltare ognuno di noi, e poi ci sono talmente tante cose da discutere, che non si ha tempo di approfondire gli argomenti. Mi è successo spesso di confrontarmi con un collega solo 10 minuti, e per me è stato molto più utile di un consiglio di classe di un'ora. A volte succede che, nonostante l'accoglienza della sala professori, le persone non parlano, ognuno resta chiuso in sè. Qualche anno fa insegnavo in una scuola dove in aula professori bisognava sempre stare zitti, perchè era l'unico posto dove si poteva lavorare e c'era sempre qualcuno che doveva fare conteggi per decidere voti o calcolare le ore di recupero. E' stato un anno per me asfissiante!!!
Non dimenticherò mai l'esperienza di lavoro con le colleghe di Sannazzaro de' Burgondi, già il primo giorno di lavoro mi sono sentita accolta calorosamente. Ricordo ancora le risate mentre dei colleghi raccontavano degli aneddoti accaduti a scuola. Spesso, quando arrivavo a scuola trovavo torte o salatini portati da colleghi o addirittura dal DS.
Quest'anno (2009-2010) mi hanno assegnata una nuova sede, la prima impressione è buona, però ho un po' paura perchè a me piace provare nuove cose in classe, a seconda dei ragazzi e degli spazi a disposizione. Ma quello che mi preoccupa di più sono i genitori, che sono sempre più "agguerriti". Ho una cognata che insegna in una scuola elementare di una città del Nord Italia. E' una persona molto creativa, ha un modo di insegnare eccezionale e i genitori le sono molto riconoscenti. Lo scorso anno scolastico è successo che ha portato in classe un prodotto al quale una sua bambina era allergica. L'alunna ha avuto il volto arrossato per due giorni. Niente di grave perchè la bambina gode ancora di buona salute, ma il genitore di quella bimba ha denunciato mia cognata ed ora la scuola deve pagare le spese di risarcimento. Si parla tanto di motivare i ragazzi, incuriosirli e cose varie per evitare la dispersione scolastica. Io credo che per motivare i ragazzi sia necessario correre dei rischi, ma se abbiamo questa paura dei genitori il coraggio spesso lo perdiamo. Lo scorso anno ho fatto un lavoro bellissimo sull'astronomia. Ho fatto giocare, ho fatto cantare, ho fatto recitare, ma per ogni cosa che ho fatto ho dovuto correre dei "rischi". Sono stata molto fortunata, perchè non ho avuto problemi con nessuno dei genitori dei miei alunni, ma quest'anno, cambiando i genitori, non so se posso avventurarmi. Lunedì 14 Settembre 2009 inizierà la scuola, cosa succederà? BOH!!

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