zia Ria du palazz

 
zia Ria era una donna alta e molto "sveglia". Come tante persone oggi in paese, anche lei allora amava trasmettere le antiche tradizioni. 
Quando penso a lei, mi viene subito in mente la tradizione di preparare per il giorno di Santa Concetta i "ciciuott", cioè ceci lessi che mangiavamo come piatto tradizionale nel mese di novembre.
Zia Ria aveva un fratello emigrato in America che di tanto in tanto le mandava un pacco con della roba. Stoffe, vestiti e non mancavano mai le "pezz",  dollari che poi lei andava a cambiare in lire in posta. 
Questi pacchi erano rivestiti di una stoffa molto spessa e bianca. I pacchi erano spesso voluminosi per cui la vecchie MAMME di allora, abituate sin dalla guerra a riciclare e risparmiare, riutilizzavano anche queste stoffe per farne strofinacci per la cucina o, perchè no, delle mutande lunghe come si usavano una volta. Un giorno questa signora che tutti noi bambini chiamavamo zia, da una stoffa da pacco ricavò un bel paio di mutande, ma ahimè la scritta non riuscì a "cancellarla" . per fortuna il suo balcone con la corda per stendere i panni non era sulla strada ma in una piazzetta interna di quel palazzo che noi montelonghesi chiamiamo  U PALAZZ. la parte anteriore delle mutande portava la scritta DESTINATARIO  e l'altra parte portava la scritta MITTENTE. Io quelle mutande non le ho mai viste stese e se le ho viste non ho badato alle scritte, ma ricordo che lei spesso ci raccontava di quelle mutande quando facevamo salotto con le nostre sedie sulla strada davanti alle nostre case con 'Ndenella, Filomena, Giuseppin, Memela e le altre signore che abitavano in quella strada che oggi è quasi disabitata... tanti hanno cambiato residenza in fondo a  VIA ROMA. :( dove andremo tutti un giorno o l'altro)
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