2° Master

26.03.2010 13:51

Oggi 26 Aprile 2010, ho sostenuto l'esame per il mio secondo Master (vd pag. blog "lettera al ministro della pubblica istruzione")
La settimana scorsa ho chiesto il permesso a scuola per potermi assentare per fare l'esame ma, mi è stato risposto che noi precari non abbiamo il diritto di chiedere un giorno di permesso retribuito per tale motivo e quindi ho dovuto chiedere un giorno di ferie. Bene, l'esame è a Milano alle ore 15.00, io decido di prendere il treno alle ore 13.00, a me piace arrivare in anticipo... mentre mi reco in stazione, in Corso Cavour vedo Antonella, ma non mi fermo a salutarla. Ci siamo incontrate già ieri pomeriggio e abbiamo fatto due chiacchiere, adesso non ne ho voglia.
Antonella, l'ho conosciuta nel 1990, quando lavoravo in una scuola privata, era la mia prima esperienza di insegnamento in una classe. Lei insegnava Inglese ed era anche vice dirigente della scuola. Sì, vice dirigente, ma in realtà era lei che gestiva tutto. E' sempre stata molto affidabile e responsabile. Lei adora i suoi alunni e di conseguenza loro la amano, perché i ragazzi capiscono quando una persona tiene a loro... Antonella, come me, si è laureata in lingue e letterature straniere moderne a Pavia, ma non è ancora insegnante di ruolo. Dopo la chiusura di quella scuola privata, sia lei che io abbiamo deciso di fare i due anni di scuola di specialità (SISS) Ricordo come fosse ieri con quale entusiasmo mi parlava delle grandi probabilità che avremmo avuto di entrare di ruolo grazie ai punti che ci avrebbero dato dopo aver superato gli esami della SISS.
Prendo il treno e scendo a Milano Centrale. Mentre mi dirigo verso l'uscita incontro di nuovo Antonella e le chiedo "dove vai di bello?" e lei con aria di sconforto mi risponde "mah, niente di bello, vado a fare un esame di quelli on line, ne ho già fatto uno lo scorso anno ed ora ne faccio un altro... sai com'è... se non lo faccio gli altri mi superano..."
Prima di entrare a fare l'esame entriamo in un bar a prendere un caffé, lei mi dice che non ha più voglia di dare niente alla scuola e lavora solo per poter prendere la sua paga alla fine del mese... ecco come siamo ridotti noi insegnanti della scuola Italiana. Ci tolgonno tutto e quel che è peggio l'entusiasmo.
CHE triste!!!!!!!!! mi sembra di essere nell'INFERNO di Dante... chissà in quale girone avrebbe messo noi precari...

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