Il Risorgimento

 

Scuola statale secondaria di primo grado “Duca degli Abruzzi”

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Direttrice del Progetto prof.ssa Santina Di Rienzo, insegnante di lingua inglese

 

Con la produzione di questo video, si è voluto ricordare una grande donna, Adelaide Bono  e suo marito, Carlo Cairoli, professore di chirurgia all'Università di Pavia che hanno sacrificato la vita dei loro quattro figli maschi per la Patria.

 
 

L’attività è stata programmata per partecipare alla commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e per l’anniversario dei 650 anni dell’Università di Pavia. Ma, durante lo svolgimento del lavoro si è venuti a conoscenza di un concorso su la donna nel Risorgimento e si è pensato di produrre un video centrato su Adelide Cairoli.

 

Viene iniziato il lavoro chiedendo agli alunni cosa pensano della famiglia Cairoli e un ragazzo prontamente risponde che a lui non piace Adelaide perché in tutte le foto viene rappresentata con gli occhi giù e molto triste. 
Vengono consegnate delle foto di Pavia sotto i bombardamenti: case sventrate, tetti divelti, Ponte Coperto scoperchiato, e si chiede di riflettere in gruppi, su cosa può provocare la caduta di una bomba su una città e il dolore e la disperazione delle persone che ci abitano, poichè sotto le macerie perdono tutto quello che posseggono e a volte anche i loro cari.

Mentre i ragazzi sono concentrati nel descrivere le immagini, di nascosto vengono lanciati a terra 2 coperchi da cucina. I ragazzi sussultano e si fa riflettere sul fatto che i coperchi non hanno provocato danni, adesso è possibile far "sentire" ai ragazzi come si sentono le persone mentre tutto attorno cadono bombe e vengono raggiunte da schegge.

Poi, si chiede loro se hanno mai provato il dolore per un lutto: la morte di una persona cara o di un animale domestico.  E si chiede di mettersi nei panni dei ragazzi Cairoli che muoiono durante i combattimenti e come può sentirsi una mamma che sa che i suoi figli stanno vivendo questa atroce esperienza.
Cosa prova una donna che seppellisce due figlie malate giovani e ben quattro figli maschi durante le guerre di indipendenza.

 

Ci si organizza per incontri anche in orario extra scolastico per provare la lettura dei testi delle lettere che i ragazzi Cairoli inviavano alla loro amata mamma.

Gli incontri si svolgono in Villa Cantoni. I ragazzi hanno bisogno di provare tante volte la lettura, perché non hanno una voce ben impostata e tendono a non pronunciare le sillabe finali.

Anche la registrazione del video è stata molto impegnativa.

La presentazione della città vicino al cartello stradale all’ingresso di Gropello, sebbene abbia una durata di pochi secondi, viene spesso disturbata dalle macchine e camion di passaggio, per cui è spesso necessario fermare la registrazione e riprovare.

 

Viene fatta anche la presentazione di Adelaide Cairoli davanti alla statua a lei dedicata, che si trova nel giardino della biblioteca, ma non è possibile inserirla nel video poiché si sfora con i tempi limitati richiesti per la partecipazione al concorso.

 

Non è possibile girare il video davanti alle colonne dedicate ai fratelli Cairoli poiché, calcolando i tempi, non si riesce ad essere nel limite consentito.

 

Riguardando il video ci si accorge che le lettere sono troppe, e rendono il video noioso, la ragazza sbaglia la simulazione della scrittura della lettera. Son presenti tanti altri piccoli dettagli da perfezionare, ma non è possibile rivedere con calma il video e fare gli aggiustamenti necessari, per via del tempo a disposizione. Ormai, la scadenza per l’invio del video è il 10 Gennaio, la segreteria resta aperta ancora solo due giorni prima di chiudere per le vacanze di Natale.

 

Nonostante tutte queste imperfezioni, leggendo i commenti dei ragazzi riguardo l'attività svolta, si ritiene che il lavoro nel complesso abbia coinvolto una buona parte della classe in modo molto positivo, motivandoli a lavorare sull’aspetto storico, ma anche su altri tipi di apprendimento: dizione, lettura, empatia, controllo delle proprie emozioni.

 

Considerando il tempo a disposizione e il fatto che il prodotto è frutto di un lavoro insegnante-studenti, senza l’aiuto di esperti esterni, nel complesso il risultato è più che soddisfacente

 

 

Video diviso in 2 parti

 

1 parte

 

Registrazione davanti al cartello stradale che segnala l’ingresso in Gropello Cairoli e qui i ragazzi fanno la presentazione del Paese.

 

Gropello Cairoli  paese al centro della Lomellina a  16 km  Pavia,

Dopo la disfatta di Napoleone a Waterloo la Lombardia e il veneto tornarono in mano austriaca, mentre la Lomellina tornò nuovamente sotto il Regno di Sardegna..

Questa sua posizione, così vicino a Milano e a Pavia, ma al di fuori dello stato Austrungarico, ha fatto sì che sul suo territorio potessero rifugiarsi grandi patrioti dediti alla causa del risorgimento Italiano.

Anche i Cairoli , che abitavano a Pavia, si rifugiarono più volte nella loro casa di Gropello Cairoli.

In onore dei suoi cinque figli, tutti dediti alla causa della liberazione dell’Italia dal giogo austriaco e alla sua unità , il comune che prima si chiamava Gropello Lomellina  nel 1888 prese il nome attuale di Gropello Cairoli.

 

Qui si trovano:

 

La Villa Cairoli, residenza di campagna della famiglia che viveva a Pavia e che poi è diventata casa  dei patrioti Italiani.

Il Sagrato dove sono sepolti i cinque ragazzi e la loro madre,

La casa natale del Filosofo Carlo Cantoni (1840-1906)  autore di molteplici scritti su  Emanuele Kant, per i quali ricevette la laura Honoris causa dall'università di Koninsberg in Germania.

A lui  è stata intitolata la biblioteca comunale , oggi un fervido centro di aggregazione culturale.

 

 

 

2 parte

 

Registrazione all’interno della Villa Cantoni di proprietà della dott.ssa Giovanna Castoldi,

esperta di storia del Risorgimento.

 

Scenario in penombra: un’alunna vestita con abito risorgimentale e pettinata come era di moda in quel periodo storico, rappresenta Adelaide Cairoli nell’atto di leggere delle lettere che ha ricevuto dai suoi cari figli e una di condoglianze da G. Mazzini. Alla fine vediamo Adelaide che ne scrive una di risposta a Mazzini con un pennino e alla luce di una candela.

Il tavolo sul quale si appoggia è originale del periodo storico e vicino c’è un camino con della legna che arde.

 

Questa è stata la camera natale del filosofo Carlo Cantoni approntata per l'occasione.

 

Lettera n.1: testamento di Ernesto dottore in legge. Primo figlio a morire durante i combattimenti.

Lettera n.2: Benedetto comunica alla madre la morte di suo fratello Luigi.

Lettera n.3: Enrico scrive riguardo una sua giornata al fianco di G. Garibaldi.

Lettera n.4: Giovanni parla della morte di Enrico a Villa Glori

Lettura documento in cui Benedetto Cairoli scrive riguardo la morte di Enrico

Lettera n.5: Benedetto scrive della morte di Enrico

Lettera n.6: G. Mazzini fa le condoglianze ad Adeilaide per la morte dei suoi 4 figli

Lettera n.7: Adelaide risponde alla lettera di G. Mazzini.

 

 

L’abito è stato prestato dalla sig.ra Marialuisa Siviero.

L’alunna è stata pettinata dalla sig.ra Annita Conego, parrucchiera per signora a Gropello Cairoli.

Il video è stato girato dalla prof.ssa Santina Di Rienzo, il montaggio è stato fatto da Mario, figlio della dott.ssa Giovanna Castoldi, studente in filosofia con l’hobby da giocoliere, anche conosciuto con il nome di Watta.

Gli alunni che hanno lavorato alla realizzazione del video sono i ragazzi della 3 C della scuola media di Gropello Cairoli (Pavia): Marco Nicolai; Camilla Metta; Luca Laboranti; Michele Pelizza; Edoardo Germani; Chiara Milani; Cristal Pascale; Barbara Pavia.

 

Bibliografia:

i testi delle lettere sono state prese da

 

A. Sartori – S. Sbarbaro UNA FAMIGLIA PER L’UNITA’ a cura del Comune di Gropello Cairoli Assessorato alla cultura in collaborazione con i Musei Civici di P

 

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