Caso L

L. è un bambino molto riservato, (qualcuno dice Asociale e maleducato) sua madre fa di tutto per farlo stare insieme agli altri bambini. Le vacanze per lei sono più faticose di quando lavora. La madre passa più di un mese in un paesino di circa 400 abitanti, perchè lì abitano i suoi genitori che non vede per tutto l'anno. Appena arriva in paese organizza giochi a non finire per permettere al figlioletto di stare con altri bambini.
  Spesso L. non partecipa ai giochi, ma gli piace essere circondato da tanti amici... L. è mancino e fa un po' fatica a scrivere in corsivo per cui i genitori si stanno informando per fargli fare un corso di calligrafia. Hanno già contattato 4 esperti e tutti hanno detto ai genitori di non usare mai col figlio espressioni tipo "hai una pessima scrittura!"
Per 8 anni L. ha frequentato le scuole nido, materna ed elementari con un stesso gruppetto di bambini. La mamma invitava spesso i suoi amici a casa, ma col passare degli anni gli impegni sono aumentati e tempo a casa ne trascorre poco. La madre lo iscrive tutti gli anni alla palestra e a nuoto.
Quest'anno L. va in prima media, le maestre della scuola elementare hanno presentato il bambino come un bambino difficile e maleducato. Hanno poi aggiunto "ci togliamo finalmente questa patata bollente e la passiamo a voi!"
Nei primi giorni di scuola un'insegnante usa delle ore per aiutare i bambini a socializzare. L. torna a casa entusiasta della scuola, ma alla seconda settimana cominciano i problemi, L. è molto distratto, L. provoca gli insegnanti, L. è violento e picchia gli altri bambini.


Già alla seconda settimana L. prende 6 note o comunicazioni. L'insegnante chiama i genitori e chiede loro di collaborare (DAL LATINO lavorare insieme). l'insegnante accoglie i genitori e dice "L. ha una pessima scrittura e ce l'ha con me. Mi provoca in continuazione. Risponde in modo maleducato, è sempre distratto e non socializza con i compagni. L. ha bisogno di stare con gli altri bambin!"  La madre vuole spiegare le dinamiche a cui ha assistito durante i giochi che organizza con i bambini all'oratorio e durante l'estate, ma l'insegnante non vuole ascoltare e dice: "cercate di collaborare, noi gestiremo le situazioni con vostro figlio, sappiate che gli vogliamo molto bene e fidatevi di noi! lui deve capire che alla scuola media bisogna lavorare così"  La madre viene a parlare con me e dice che ci sono delle situazioni (ambiente rumoroso o se ci si rivolge a lui con il tono della voce molto alto) in cui lui ha delle reazioni esagerate. In quei momenti è meglio allontanarlo per 5 minuti dopodiché gli si può parlare per capire cosa è successo.
Io in genere non do note ai miei alunni, ma delle punizioni che influiscono sul voto al quale loro tengono tanto. Quando ho problemi con i miei alunni, li affronto con loro individualmente o in gruppo, a seconda della situazione. A casa il bambino deve godere la presenza dei genitori, non deve deteriorare il loro rapparto, quando c'è. Se i genitori sono a casa solo la sera, devono passarla serenamente coi i loro figli giocando o parlando del più e del meno. Se arriva una nota o una comunicazione a casa di certo non aiuta ad una convivenza serena. Se poi i rapporti con i figli sono già difficili, questi avvisi scritti deteriorano completamente l'ambiente familiare. QUESTO E' QUELLO CHE PENSO, MA NON OBBLIGO NESSUNO A PANSERLA COME ME. IL MONDO E' VARIO....E MENO MALE!!!!

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