Caso M

All’inizio dell’anno scolastico era stato detto che Ma. non aveva avuto rapporti sereni con le insegnanti della scuola elementare. Le assenze erano state tante, in parte dovute a motivi di salute, ma anche perché il ragazzo non frequentava volentieri la scuola. Tenendo conto di questo, l’insegnante di sostegno ha cercato di assecondare alcuni suoi atteggiamenti che agli occhi di altre persone possono sembrare irrispettosi. Questo atteggiamento “irrispettoso”, comunque tollerabile, secondo il parere dell’insegnante di sostegno, il ragazzo lo manifesta soprattutto quando è in classe, per sentirsi importante agli occhi dei compagni.

Quando il ragazzo manifesta disapprovazione nel modo di lavorare di un insegnante della classe, l’insegnante di sostegno gli spiega qual’è l’utilità del lavoro che si svolge e la ricaduta sul suo rendimento.
Ma. accetta l’aiuto dell’insegnante di sostegno ma, a volte succede che, per riuscire a svolgere un compito in cui è richiesta una particolare concentrazione, l’insegnante deve allontanarsi, seppur di pochi metri, poiché la vicinanza di un adulto lo rende ansioso impedendogli di completare il lavoro. Un giorno l’insegnante gli ha chiesto “non è che hai paura di me perché a casa se tua madre si mette vicino a te quando lavori, ti picchia se ti distrai?” lui rispose guardando con aria stupita “E’ vero! A volte si mette, papà a destra e mamma a sinistra e se sbaglio mi arriva uno schiaffo da lui e uno da lei!”

Es.: il ragazzo, dopo aver imparato a tenere il compasso correttamente in mano, non è riuscito a tracciare un cerchio finché l’insegnante non si è allontanata di tre metri circa.

Durante il primo quadrimestre il ragazzo ha dimostrato di non avere un atteggiamento adeguato verso le norme civili del comportamento, verso i coetanei e gli adulti: rispondeva anche volgarmente ad una figura adulta e spesso, quando litigava con gli amici, usava la violenza. Spesso, per attirare l’attenzione degli adulti, cerca un modo per creare contrasti tra loro (es. genitori-insegnanti; insegnanti-insegnanti) per raggiungere un suo scopo.
Oltre ai provvedimenti presi dalla scuola, l’insegnante di sostegno ha lavorato su questo atteggiamento del ragazzo ricorrendo anche a delle simulazioni di discussioni con coetanei o adulti, facendo notare come l’atteggiamento della persona con la quale si discute cambia a seconda dei modi e del  tono di voce che usiamo quando ci rivolgiamo al’altra persona.

Il ragazzo ha una più che sufficiente autonomia per quanto riguarda la cura della propria persona, ma non riesce ad organizzare il proprio materiale scolastico. A causa delle difficoltà nella deambulazione e per evitare di fargli portare un carico giornaliero, è stato deciso dall’inizio dell’anno scolastico di far lasciare tutti i libri di testo a scuola e il materiale prodotto viene conservato in un raccoglitore che verrà consegnato alla famiglia al termine dell’anno scolastico.

Manualità


Durante il primo quadrimestre l’alunno sapeva scrivere in corsivo e in maiuscolo, ma i suoi elaborati erano incomprensibili. Per cui, si è ritenuto necessario lavorare il più possibile sul controllo della tensione della mano. Si è notato che il ragazzo non aveva difficoltà nel tracciare una riga partendo da sinistra e andando verso destra, ma irrigidiva molto la mano nel tracciare una linea nel senso contrario. Si è lavorato spesso con della musica rilassante di sottofondo (sul bel Danubio Blu di Strauss). L’insegnante di sostegno accompagnava la mano del ragazzo tracciando delle linee ondulate da destra a sinistra e poi l’inverso o scrivendo il numero otto col gesso sulla lavagna seguendo i ritmo della musica e correggendo la tensione della mano. Sempre per insegnare all’alunno a gestire questa rigidità si faceva scrivere lo stampato e colorare in modo molto leggero. Si è anche lavorato al modellamento di oggetti con la creta sempre con della musica di sottofondo.
Quando il ragazzo si stancava di scrivere o colorare lo si invitava a ballare ed è stato notato che riesce a gestire un po’ la tensione del braccio e della mano sinistra, mentre è più difficile gestire la tensione della mano e del braccio destro.

Scrittura

All’inizio dell’anno scolastico, quando si faceva fare un dettato bisognava ripetere le parole sillaba per sillaba diverse volte, saltava o invertiva la sequenza delle lettere ed era difficile capire il contenuto di ciò che scriveva.
Nel secondo quadrimestre si è lavorato sul potenziamento del corsivo.
Per le difficoltà che il ragazzo presentava era necessario tornare all’uso del quaderno di prima elementare, ma non accettando di usare tale quaderno venivano tracciate delle righe con la matita sul foglio del suo quaderno per aiutarlo a calcolare bene la grandezza delle lettere. Questi segni con la matita venivano cancellate dopo che il ragazzo aveva scritto il suo piccolo testo. Verso la fine del mese di aprile è stato mostrato a Ma. un quaderno a righe usato dagli studenti francesi simile a quello usato dai bambini italiani di prima elementare, così l’alunno ha accettato di usare tale quaderno utile per le sue esercitazioni.
Comunque, la qualità del suo elaborato dipende molto anche dalla capacità di mantenere l’attenzione: è stato notato che mentre sta scrivendo non bisogna parlargli, nemmeno se si tratta di fare osservazioni di incoraggiamento, altrimenti si distrae e non riesce a lavorare con la stessa precisione.

Se è sereno l’alunno non ha difficoltà nel tratto grafico, commette ancora numerosi errori ortografici ma ha imparato a:

·        auto correggersi
·        ad aggiustare le lettere nelle parole senza fare troppe cancellature
·        quando Ma. scriveva staccava la penna dal foglio ad ogni lettera, in seguito ha imparato a staccarla meno di sovente
·        si stancava subito di scrivere ora riesce a scrivere anche testi relativamente lunghi
·        non calcolava bene gli spazi sul foglio: quando scriveva una parola o doveva andare a capo partiva dalla metà o da un lato del foglio senza seguire un criterio. Ora riesce a occupare lo spazio giusto.
·        non riusciva a stare sulla riga del foglio. Ora riesce persino a scrivere su foglio senza righe calcolando bene la misura delle lettere..
·        la grandezza delle lettere era molto irregolare. Ora riesce a scrivere le lettere con le misure giuste.


Altre attività miranti all’integrazione del ragazzo nella classe

·        per il periodo di Natale ha imparato il canto in lingua francese “les anges dans nos campagnes”, di cui i compagni hanno imparato a suonare la musica col flauto, che poi l’alunno ha cantato in classe durante una lezione di francese.
·        Era stata preparata una piccola rappresentazione scenica di un mito greco che non è stato possibile rappresentare in classe poiché la famiglia ha impedito a un ragazzo di lavorare con l’alunno Mi. Ma., ma durante la preparazione, i due compagni hanno potuto costatare le capacità recitative e la simpatia di Ma.
·        È stato preparato un cartellone con delle immagini e delle didascalie come preparazione alla gita al Castello di Fenis, che Ma. ha poi presentato in classe durante una lezione di matematica: il cartellone avrebbe dovuto essere completato con l’aggiunta di foto del castello prese durante la visita. Purtroppo non è stato possibile completarlo poiché non è stato permesso di scattare foto all’interno del castello.


In genere l’alunno è molto comunicativo, ed è particolarmente legato a un ragazzo che è stato un suo compagno di classe durante le scuole elementari, ma con cui spesso si scontra anche fisicamente. Comunque, dopo breve tempo i due compagni tornano a scherzare e collaborerebbero se non fossero allontanati dai professori, poiché ciò è stato richiesto dai rispettivi genitori.

M. non sempre riesce a portare a termine un lavoro da solo, ma necessita di un adulto che gli chiarisca i diversi passaggi e che lo guidi un po’ nel percorso da svolgere.
L’attenzione del ragazzo è molto condizionata dalla sua serenità. Si è notato che se M. ha una preoccupazione: un litigio con un amico o altro non riesce a concentrarsi, ha un irrefrenabile necessità di parlarne, come per scaricare una tensione che lo blocca sia mentalmente che fisicamente. Questo si manifesta nell’impossibilità a concentrarsi e anche nel sentire disturbi allo stomaco.
Si è lavorato molto anche su questo: facendo capire a M. che stare bene con gli altri è utile anche a se stessi. Inoltre, l’insegnante di sostegno ha fatto notare al ragazzo, che il suo modo di camminare cambia a seconda del suo stato d’animo. Se è arrabbiato tende a trascinare di più i piedi, specialmente quello destro. Se invece è rilassato quando cammina solleva, anche se di poco, i piedi da terra. Questo il ragazzo l’ha potuto osservare specchiandosi nella vetrina degli scaffali della biblioteca. La stessa cosa succede alle mani: se Ma. è arrabbiato o preoccupato la mano è molto tesa,  scrive con difficoltà e presto si stanca di scrivere. Se invece è rilassato riesce a scrivere in modo abbastanza ordinato e per un periodo relativamente più lungo. Per cui l’insegnante di sostegno consiglia di tenere conto di questo per ottenere il meglio dall’alunno.

·        Il ragazzo ha una buona autostima ed è molto curioso. Spesso è successo che parlando di l’esposizione orale: il ragazzo fa fatica a memorizzare termini nuovi e a pronunciarli correttamente: durante l’interrogazione l’alunno ha bisogno di un po’ di tempo per scandire le parole nuove nel modo giusto. In una occasione l’insegnante di sostegno ha sorriso per questa sua difficoltà allo scopo di sdrammatizzare la situazione, ma il ragazzo si è sentito umiliato e ne è nata una discussione. E’ stato a volte notato che, se il ragazzo parla di un argomento che per lui è interessante,  o riguarda situazioni della sua vita privata riesce a pronunciare correttamente e con disinvoltura anche termini lunghi e difficili. Anche se non accade spesso, il ragazzo ha dimostrato di essere in grado di usare anche strutture di frasi complesse. L’insegnante di sostegno ha spesso sfruttato questi momenti per lavorare sull’esposizione orale dell’alunno, correggendo la struttura della frase e la pronuncia dei vocaboli.

·        Lettura:  l’alunno presenta gravi difficoltà nella lettura poiché presenta gravi  problemi alla vista. Per stimolarlo meglio alla lettura, l’insegnante di sostegno ha usato un gioco di società presente in biblioteca distribuito dalla regione Lombardia per promuovere la conoscenza della geografia della Lombardia: al ragazzo veniva chiesto di leggere delle brevi domande scritte su cartoncini che, sebbene scritte molto in piccolo, il ragazzo ha dimostrato molto impegno nel cercare di leggere in modo comprensibile. Questa attività era prevista per il periodo del secondo quadrimestre, ma non è stato possibile portarlo avanti poiché è stato deciso di tenere il ragazzo in classe, dove non è possibile praticare tale attività.


Per rendere partecipe l’alunno quando è in classe durante l’ora di italiano si concorda con l’insegnante della classe la lettura di un paragrafo da preparare con l’insegnante di sostegno o a casa e gli si chiede di leggerlo quando si fa la lettura del testo con i compagni

M. ha imparato un metodo molto semplice per dire le tabelline dal 6 al 9 con l'aiuto delle dita delle mani, senza doverle imparare a memoria e quando si svolgono esercizi in classe l’insegnante lo rende partecipe chiedendogli di eseguire tali calcoli senza l’uso della calcolatrice.
 
Come è stato già spiegato sopra, il lavoro svolto con l’insegnante di sostegno è stato centrato particolarmente sulla serenità del ragazzo. Si è lavorato molto al fine di suscitare nel ragazzo la voglia di frequentare la scuola e di trovare la struttura scolastica un posto accogliente e stimolante per il raggiungimento di obiettivi usufruibili nella vita di tutti i giorni e per consentirgli di mettere in risalto le sue capacità e potenzialità.

Spiegazione per il calcolo delle tabelline dal 6 al 9

Esempio:
se bisogna calcolare 6x6    si conta con le dita di una sola mano fino al sei (si aprono le dita fino al 5, poi si chiude il pugno e si apre il pollice per contare fino al 6) si fa lo stesso con l'altra mano.
Quindi abbiamo le due mani con i pollici aperti e le altre dita, 4 della mano  destra e 4 della mano sinistra chiuse.
Ora moltiplichiamo tra loro le dita chiuse (4x4=16)
sommiamo tra loro le dita aperte, ma igni dito vale 10 (10+10=20)
ora calcoliamo la somma di 20+16=36

quindi otteniamo 6x6=36

altro esempio: 7x8

contando con le dita arriviamo ad avere 2 dita aperte di una mano e 3 dell'altra mano
e 3 dita chiuse di una mano e 2 chiuse dell'altra
ricordiamoci di sommare le dita aperte che valgono 10. Quindi abbiamo 20+30=50
e moltiplichiamo tra loro le dita chiuse. Quindi abbiamo 3x2=6
sommiamo i due risultati 50+6=56 e otteniamo   7x8=56
Tutto chiaro???? o avete bisogno di un altro esempio?

Bene, vi faccio un altro esempio 8x9

conto con le dita e ottengo 3 dita aperte in una mano e 4 dita aperte nell'altra mano. Quindi 30+40=70
le dita chiuse di una mano sono 2 e nell'altra mano è solo 1. Quindi ho 2x1=2
faccio la somma 70+2 =72
quindi ottengo  8x9=72

badate che questi calcoli vanno bene solo per la tabellina del 6 del 7 del 8 e del 9 e non per le altre.

M. che alla nascita ha avuto dei problemi di ossigenazione del cervello compromettendo una zona di esso, ha imparato questo metodo in 40 minuti circa, ma era un giorno in cui era molto tranquillo. Avevo già provato mesi prima ad insegnarglielo, ma inutilmente, da qualche giorno aveva perso un amico di famiglia in un incidente stradale, per cui non ho voluto insistere su questo che è sì molto importante, ma il ragazzo aveva bisogno prima di tutto di parlare del suo dolore.

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