PRONUNCIATION

Se vogliamo che i nostri alunni imparino a parlare in inglese è necessario che loro pratichino la lingua in classe.
3 ore alla settimana sono veramente poche per imparare a parlare, per cui è necessario cercare di programmare i tempi di intervento dell'insegnante e quelli degli alunni, e programmare delle ore di lezione di fonetica per renderli un po' autonomi, al fine di rendere spendibile l'apprendimento alla fine dell'iter scolastico.
L''ora di lezione poi non è mai di 60 minuti poiché, una volta che si entra in classe, non si può iniziare subito la lezione. E' necessario che si dia tempo ai ragazzi di "predisporsi" alla nuova materia che devono affrontare. Se poi arrivano da due ore in palestra, han bisogno di un po' più di tempo per tranquillizzarsi. Magari qualcuno ha bisogno di andare a bere; spesso negli spogliatoi sono successe delle dinamiche problematiche, e quindi è necessario lavorare sul bisogno dei ragazzi di essere ascoltati e aiutati a capire il motivo per cui è successo quel litigio e far riflettere sul rispetto dei compagni (lavoro indispensabile per insegnare ai ragazzi la convivenza civile).  
I minuti son già diventati 50.
in genere, se non sono accadute cose gravi nel cambio d'ora, basta fare un'attività di "warming up" facendo ascoltare una canzone. Dopo la canzone, che dura approssimativamente 3 minuti, si può chiedere ai ragazzi di prendere il manuale o distribuire la fotocopia sul quale bisogna lavorare e vi garantisco che anche lì bisogna aspettare ancora 5 minuti circa perchè non tutti prendono il libro subito. C'è sempre qualcuno in ritardo...
I minuti son diventati 45.
A questo punto la classe è pronta per concentrarsi sul materiale. L'insegnante può spiegare considerando che i tempi di attenzione, se tutto va bene, durano solo 10 minuti, se poi ci sono ragazzi che vogliono attirare l'attenzione disturbando, buona parte del tempo di insegnamento è compromesso.
Il tempo della lezione in cui bisogna dare spazio ai ragazzi, in condizioni ideali, è diventato 35 minuti. Bisogna però sottrarre a questo tempo i minuti per dare i compiti per casa: in genere almeno 5 minuti perché, pur scrivendo alla lavagna le pagine e i numeri degli esercizi, c'è sempre qualcuno che non capisce o non riesce a leggere i numeri riferiti agli esercizi.
I problemi di gestione delle classi aumentano se si dà la possibilità ai ragazzi di intervenire con attività alternative al lavoro con il manuale o le fotocopie, e queste difficoltà persistono anche durante il momento di assegnazione dei compiti per casa. Se i ragazzi sono "tranquilli" durante tutta la lezione, questo stato di "tranquillità" dura fino alla fine, e cioè nel monento di assegnazione dei compiti. Il ragazzo un po' "agitato" lo è fino al momento in cui l'insegnante esce dall'aula, tant'è vero che l'insegnante che entra in classe l'ora successiva ha bisogno di qualche minuto finch'è i ragazzi non si "tranquillizzino". 
Spesso le colleghe mi accusano dicendomi "quando ho lezione dopo la tua ora, spreco almeno 5 minuti per farli calmare!" e io rispondo "io invece dopo la tua ora faccio fatica a "MOTIVARLI" cioé farli  "MUOVERE". Un giorno ad una collega ho detto "dovresti ringraziarmi che li lascio "muovere" io, perché il ragazzino X non riuscirebbe mai a stare 5 ore di seguito bloccato alla sua sedia... scoppierebbe in classe o fuori dalla scuola!". CON MIO GRAN STUPORE la collegha mi ha risposto "HAI RAGIONE!", ma in questo caso stavo confrontandomi con una collega molto "aperta" e attenta ai ragazzi. In tante scuole non osano dirmi in faccia quello che pensano del mio modo di far lezione e si limitano a "sparlare" alle mie spalle. 
Considerando tutto ciò, alla fine  i minuti di intervento dei ragazzi durante la lezione sono 30. Spesso il problema maggiore che devo affrontare è di far capire a TUTTI i ragazzi  che possono riuscire a capire e a costruire frasi. Le frasi che mi dicono spesso sono "non sono brava in inglese!", "non ci riesco!"
Spesso noto un certo impegno nel costruire le frasi, ma mentre formulano la frase, si interrompono e dicono "no, è sbagliato quello che sto per dire!"
A queste persone devo, naturalmente dedicare un po' più di tempo che agli altri che hanno maggiore autostima, o sono più spavaldi.
Riconosco che i miei alunni alla fine dell'anno hanno scritto veramente poco sui loro quaderni, e non mancano mai le mamme che vengono nel mese di Aprile a dirmi "ma lei è sicura di riuscire a preparare bene i nostri ragazzi?" un giorno ad una mamma ho risposto "io punto molto sulla conoscenza di vocaboli. Se ad ogni lezione imparano la pronuncia e il significato di 10 vocaboli, per me è tutto oro colato! e sono più contenta se in un'ora hanno costruito loro stessi 2 frasi in inglese, piuttosto che far svolgere 70 esercizi dove si richiede di inserire negli spazi vuoti, un verbo dato tra parentesi coniugandolo al presente continuo oppure al passato semplice. Ma l'obiettivo principale per me è che loro amino la lingua che insegno e che non si sentano male quando sanno che quel giorno hanno lezione di INGLESE. Se loro son contenti di avermi in classe, l'80% dei miei obiettivi è stato raggiunto. Se si trasmette l'entusiasmo ai ragazzi per la materia che si insegna, loro andranno da soli a cercarsi le informazioni. Al giorno d'oggi, i ragazzi hanno tanti mezzi che permettono loro di ottenere informazioni, molti di più di quelli che avevamo noi alla loro età. Conosco dei colleghi che hanno imparato l'inglese studiando i testi delle canzoni dei Bealtes" La signora ha abbassato la testa e se ne è andata contenta.